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OBIETTIVI PERSEGUIBILI
#11
Penso che l'approcio più scientifico di Poliquin e meno filosofico di Mike arrivati a questo punto sia migliore.Perchè rispecchia la realtà dei fatti che nell'hd vengono di fatto omessi o mal interpretati.Non condivido,proprio per dirla tutta,neanche l'idea di Enrico di far allenare ad alta intensità le persone dopo solo 5 mesi di allenamento in palestra che lui ritiene necessari e sufficienti per poter parlare di hd.ma voi li avete visti quelli che si allenano in palestra da 5 mesi?Visto che sono si e no all'abc?Ma quale reclutamento muscolare possono aver sviluppato?Magari incrementeranno la loro forza perchè per loro l'esecuzione in alta intensità andrà più a colpire il sitema nervoso che le fibre bianche.Allenamento per la forza quindi e poca ipertrofia.Mentre per un atleta avanzato con MOLTE FIBRE BIANCHE tanta ipertrofia perchè dopo le fibre rosse con un allenamento intenso verranno subito attaccate le fibre bianche e con gran reclutamento.
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#12
Enrico penso più che altro penso che ai suoi allievi drenati da internet abbia propinato un allenamento modificato con intensità medio bassa per poi aumentarla nel tempo.
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#13
Sergito,ora leggi questo:
Serie 21

Questa tecnica d'intensificazione, molto in voga negli 60-70, prevede che ogni serie sia composta da 7+7+7 ripetizioni parziali eseguite su 3 angolazioni di movimento differente per l'articolazione interessata.
Se prendiamo come esempio il Curl con bilanciere in piedi avremo 3 movimenti in cui potremo dividere l'esercizio:
- da 0 a 90°: considerando lo 0 quando siamo con le braccia distese, raggiungeremo i 90° quando l'avambraccio risulterà parallelo al pavimento, formando un angolo di 90° con il braccio (parte iniziale);
- da 90° a circa 170°: partendo dal gomito a 90° si prolungherà il movimento fino a cui l'angolo del gomito sarà in massima chiusura (parte finale);
- da 0 a circa 170°: l'esecuzione che prevede il gesto nel suo massimo ROM (arco d'azione), cioè da braccia distese fino a completa chiusura del gomito (movimento completo).

Nella pratica si cerca di eseguire l'angolo di lavoro più difficile all'inizio, in questo caso le 7+7+7 ripetizioni saranno eseguite in questo modo:
- 7 ripetizioni con la parte finale (90°-170°) del movimento
- 7 ripetizioni con il movimento completo
- 7 ripetizioni con la parte inziale (0-90°) del movimento

La tecnica si presta molto bene negli esercizi con un ampio arco di movimento. TI RICORDA QUALCOSA?FATTO NEGLI ANNI 60 E 70.HO DETTO TUTTO. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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#14
J-reps per caso?? :lol: :lol:
è molto simile solo che nelle J-reps Johnston consiglia una o due ripetizioni a ROM completo solo alla fine della serie se non si è raggiunto il cedimento nelle varie zone.
Sicuramente anche il tuo sistema funziona.
L'abbinamento HD/J-reps che sto provando con buoni risultati è efficace anche perchè variamo la velocità di esecuzione delle ripetizioni.
le schede di allenamento di Poliquin sono molto belle (non so se trovi qualcosa in rete) perchè a fianco di ogni esercizio trovi un numero composto da 3 cifre le quali esprimono rispettivamente la fase concentrica la prima cifra, l'isometrica la seconda cifra e l'eccentrica l'ultima cifra. partendo come base che il muscolo deve restare sotto tensione per un determinato lasso di tempo (non ricordo bene se Poliquin dice sui 50-60 secondi) per ottenere un buon effetto allenante, le serie con tempo sotto tensione alto verranno associate ad un numero di ripetizioni basso (anche solo 3/5), mentre per le serie con tempo sotto tensione basso (es 201: 3 secondi a ripetizione) verranno eseguite anche 10/12 rip.
Ed Egli fa lavorare ogni gruppo muscolare con esercizi diversi dove per ognuno modifica la velocità di esecuzione.
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#15
Paragonare Mentzer a poliquin è un'eresia! Confusedhock:
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#16
Ciao Isaia, nnessuno sta paragonando Mentzer a Poliquin, stiamo solo discutendo delle varie metodologie d'allenamento. Ma poi anche se fosse perchè dici questo?
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#17
Infatti.Anche se fosse?Guarda che le apparenti discordanze fra i due ad una più attenta analisi scompaiono ed entrambi collimano in argomenti ed interpreazioni che portano l'usuifritore dei due sistemi a sostenere che l'uno non può essere altro che la logica conseguenza dell'altro.
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#18
Sergito,ti rammento che le teorie applicate di Johnston derivano dalla discussione diretta nel suo libro delle teorie di Steve Holman il creatore in qualche modo degli allenamenti dei bodybuilder della GOLDEN AGE.Non solo.Non esiste un solo modo di interpretare lo stile a zona e le relative j reps.Jhonston propone nei suoi seminari di variare numero di ripetizioni,angolazione e "zona" di allenamento mescolando di fatto tutti e tre questi fattori di continuo anche in una sola seduta di allenamento.Quindi le serie da 21 rientrano completamente nel sistema a zona.Perchè di fatto non esiste un metodo prestabilito a detta di Jhonston ma piuttosto un metodo da variare per diversificare di volta in volta in base alle nostre esigenze DEL MOMENTO.
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#19
Inoltre vorrei ricordare che Mentzer ha sì creato una metodologia di allenamento valida ma dobbiamo tener presente che egli era un atleta con grandi doti genetiche che per di più faceva uso di farmaci. Con questo non lo sto affatto giudicando male ma sto solo dicendo che avrebbe ottenuto gli stessi risultati anche allenandosi ad alto volume, come del resto hanno fatto altri atleti dei suoi tempi come Scharzenegger, Columbo e compagnia bella.
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#20
Come dico sempre io , "quando hai doti genetiche fuori dal comune cresci anche alzando cassette di pomodori" :lol: :lol:
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